cercavo

Viola arresa di sera

Giovedì verso sera, placata la fame di piccola Viola poppante, tornato a casa lo sposo a darmi un po’ il cambio, prima di preparar la cena per noi mi ero affacciata dalla finestra di cucina e la Luna era apparsa presto, quasi trasparente nel cielo ancora chiaro, quasi invisibile dietro un velo di nuvole gonfie… sempre magnetica. E l’aspettavo per catturarne un’immagine da condividere.

La Luna si era poi nascosta tutta tra le nuvole, ma il cielo riservava comunque una magia… un doppio arcobaleno acciuffato per un soffio. 

23.5.2013 arcobaleno

Anche ier sera cercavo sollievo e conforto fuori dalla finestra, con le mani un po’ tremanti per il vento freddo,

24.5 Luna su Firenze mossa

incantata da quella luce, più nella sera bagnata di Luna che in giornata, tra pioggia fitta e pensieri scuri…

24.5 Luna

Temevo maggio e la primavera al suo culmine, allergia compresa e … che strano questo novembre, con tutte le foglie verdi!

25.5 pioggia(si gira col cappuccio fuori e si rimettono le coperte in casa, altro che cercare alternative agli antistaminici, non indicati in allattamento…)

Non cercavo più … e l’amore si è moltiplicato

25 maggio 2013 amori mieiE cresce così in fretta ‘sta bimba

25.5 Viola su Bai Jia Bei con la palestrina

che devo fermarne qualche momento almeno con le foto, anche qui,

25.5.2013 su Bai Jia Bei e la palestrina

per non scoprirla già grande senza ancora essermi resa conto che sono una mamma. E che forse devo smettere di volere anche la Luna.
Forse…

manine

19.5.2013 manina di Viola nella mano di Bernardo

La manina di Viola nella manina di suo cugino… ché anche Bernardo è un bambino piccino. Inizia a svaporare la gelosia iniziale e il mio adorato nipotino dimostra tenerezza e affetto per la sua cuginetta.
Un affetto che è tutto quel che salvo di una domenica in cui ci hanno scippato un sogno e in più ci ha lasciati un “cinghiale ferito col cuore delicato”… il poeta e attore Carlo Monni.

20.5.2013 col biglietto di Nikita

La manina della mia bambina, stretta a pugno come spesso le vien di fare, specie se ha fame… e il biglietto che accompagnava i doni di Mati e Carlo: i vestitini smessi della loro bambina cresciuta in fretta. Come crescono in fretta all’inizio i bambini.
Bello che due monelle lontane si possano in qualche modo anche loro stringere la mano.

21.5.2013 Luna

E l’appiglio in cielo alle speranze e ai sogni, quando la vita non lascia molte altre occasioni di respiro lungo…

21.5.2013 Luna3

 

i primi cento giorni

19.5.2013 Viola in culla

Cento giorni di Viola.

Cento giorni dal primo sguardo occhi negli occhi appena sei uscita da me

8 febbraio 2013 con Viola neonata

 …a volte vorrei tu fossi ancora al sicuro beata lì, a volte mi manca la pancia…

6.1.2013 tre cuori da due

ma come farei, ormai, senza i tuoi dolci piantini e le tue buffe risate nel sonno?

Viola sorride e dorme

 Alla tua fame di vita, latte e amore!

11 febbraio Viola al seno a casa                                 24.2 ManuSandroViolaCate insieme     10.3.2013 con Viola nella fascia

E pensare che solo un anno fa tu non esistevi…

19.5.2012

oggi è anche il primo anniversario di nozze dell’angelo briaho… ancora e sempre VIVA GLI SPOSI!

Catch Me if You Can

16.5.2013 con Viola in cucina

come faceva la canzone cantata da Patty Pravo? “La cambio io la vita che non ce la fa a cambiare me …”

Mi sa che invece ce la stia facendo, a cambiare me, la vita. Per tanti aspetti, probabilmente in meglio: diversi spigoli smussati (non tutti), spesso più lenta all’ira (non sempre), spero almeno un pochino più indulgente con le debolezze mie e altrui… per il resto, meno voglia di sdarmi, scottata dall’inutilità di tanti sforzi, dalla vanità dell’impegno… e un senso di stanchezza che va oltre la naturale fatica. A volte l’entusiasmo si riaffaccia, ma il tempo non segna soltanto la pelle del viso, non acciacca solo il corpo.

Il tempo, si dice, cura tutte le ferite, anche. Non lo so, non ci credo più… le cicatrizza, forse, ma a volte basta poco per riaprirle. Oppure s’impara a conviverci, nel tempo, o se ne dimentica qualcosa, col tempo, se nel tempo la vita mette altro che meriti più attenzione. Come una vita tutta nuova, una persona nuova, indifesa, innocente che ha bisogno di amore, coraggio, gioia, fiducia, tenerezza e non solo di cibo (per ora le basta il mio latte, che non è solo cibo…appunto) e accudimento materiale (cambiarla, pulirla, curarne i primi malanni, compresi quelli procurati… e sia chiaro che non volevo, ma di fatto era un obbligo, ‘diciamo‘).

con Viola in cucina

Il giorno prima della prima vaccinazione, per fortuna, è venuta a trovarci Daniela tornata da Londra, a Firenze di passaggio. E mi ha distratta per un po’ dai pensieri e dai timori…

16.5.2013 con Viola e Daniela in sala

Apprezzo molto che un’amica non precisamente amante dei bébé sia stata volentieri con me e Viola, senza far pesare il cambiamento: passare da serate di cinema e sushi o manifestazioni e flash mob (e fisicamente ero tornata a parteciparvi grazie a lei, che mi aveva tirata fuori dall’isolamento depressivo e dall’impegno solo a parole, via web) a  un pomeriggio con la neomamma sfinita e la piccina, compresi cambio di pannolino e poppata… un regalo grande.

E tanti regali per i prossimi mesi di Viola:

da Londra per Viola regali di Dani

“acchiappami se ti riesce”… spero Viola lo possa dire con un sorriso e a testa alta, sempre

Bai Jia Bei con Viola

14.5.2013 Viola su Bai

Dall’idea all’abbraccio di colori e pensieri trasportati da tante stoffe diverse…

14.05.2013con Violai ritagli di seta, cotone, tessuti di ogni tipo mandati dalle amiche e gli amici che vivono in ogni regione (e anche fuori dall’Italia) mi sono arrivati mentre il desiderio quasi dimenticato si faceva vita vera dentro me e il pancino diventava pancione e ogni pacchetto era un sorriso, ogni ricamo fatto a mano un’onda di lacrime commosse… da quando neanche sapevo se aspettavo un bambino o una bambina a quando già vedevo nelle ecografie il profilo dolcissimo di Viola. E poi lei è nata, in anticipo. E sono stata travolta da gioia e fatica, paure vecchie e nuove e immensa sconosciuta felicità.
Solo oggi l’insieme è stato concluso e la fine delle cuciture è diventata l’inizio di tante storie sul tappeto magico

14.05.2013Bai Jia Bei con Viola

A Viola racconto via via quel che significa ogni quadrato colorato, dove vive e chi è per me la persona che ci ha mandato con la stoffa un augurio, una preghiera, un incoraggiamento, una carezza…
E mentre Viola impara a stare seduta o si rotola su quei colori, mentre mi sorride o ride proprio oppure piange se sente tornare la fame, a tutti mando pensieri e auguri di ogni bene. Mi avete accompagnata nell’attesa, mi avete donato tempo, attenzione, affetto. Non sono sola, mai, non posso, non devo sentirmi sola e spaurita quando il compito di crescere la bimba che da me è venuta al mondo mi affatica e spaventa un po’…

GRAZIE

almeno piove

12.5.2013 pioggia e Viola

e la pioggia ci culla. Me e Viola.
Viola sta dormendo e …ride nel sonno!

Stamani vedevo nero, con lampi di luce grazie a lei e al di lei padre.
Maggio è sempre maggio. La primavera non è amica di chi tende alla depressione.
E i primi mesi da mamma pare siano duri per tutte o quasi, anche se poche lo raccontano.

Il giorno dei suoi tre mesi, però, alla fine ero riuscita a regalarmi un taglio di capelli dall’amica parrucchiera venuta via dall’Iran da tanti anni…

9.5.2013 col taglio

e anche una cosa così frivola a volte aiuta: non sembrare più la Maddalena addolorata mi ha tirata su di morale (senza contare che i capelli ormai troppo lunghi erano diventati un balocco per la piccina che si divertiva a tirarmeli e strapparli se la poppa tardava).

Oggi casco dal sonno … davvero tanto sonno. E non per “colpa” (non è mai una colpa) della piccina. Viola è stata un angelo stanotte. Sono i miei fantasmi che mi svegliano tra incubi e crisi d’angoscia che non posso tamponare con farmaci stavolta…
Maggio è sempre maggio. Per la prima volta senza la stampella chimica.
Ma c’è la mia bambina-medicina, ora. Meglio di qualsiasi xanax…

Viola dopo il  bagnetto

Restano i segni di giorno, dopo certe nottate, ma un sorriso tira l’altro e i suoi sono la mia felicità…

12.5.2013 con Paola e Viola

come veder vincere la Fiorentina da casa di amici se non si può più (per un po’) andare allo stadio.
12.5.2013 vittoria Viola

Neanche per l’allergia posso prendere medicine, niente antistaminici mentre si allatta.
Almeno piove

Toni e furmini

la mafia è una montagna di merda

        e non è giusto che si trasformi in una montagna di merda il luogo dove venne ucciso chi pronunciò quelle parole.

casolare dove venne ucciso Impastato

Riporto:

Peppino Impastato, per aver denunziato dai microfoni della sua radio le attività della mafia, fu assassinato il 9 maggio del 1978. Gli assassini tentarono di farlo credere un attentatore facendolo saltare sui binari della ferrovia. La caparbietà dei suoi compagni, che trovarono in un vicino casolare una pietra con il suo sangue, fece però affiorare la verità.

Ora, il casolare di contrada Feudo, a Cinisi (PA), dove lo hanno massacrato ed ucciso 35 anni fa è stato trasformato in una discarica, il terreno circostante è coperto da letame e lo stato di conservazione dell’edificio è talmente grave che rischia il crollo.

Giovanni Impastato, fratello di Peppino, denuncia: «Mi chiedo se sia un paese civile quello che ricopre con l’immondizia il sangue di mio fratello. È vergognoso, quel casolare è il luogo della memoria più importante della Sicilia che ha lottato contro la mafia. Mi chiedono di mettere almeno una targa, ma il tetto è rotto e il proprietario porta qui le mucche a pascolare. Qualche giorno fa mi sono recato sul posto insieme a una scolaresca di ragazzi del Nord, ma ho bloccato tutto perchè ho provato vergogna. Non dico di mettere il tappeto rosso, ma il sindaco potrebbe almeno vigilare sulla pulizia facendo leva sul proprietario».

«È una questione di dignità, noi qui abbiamo trovato il sangue di Peppino. Mi vado sempre più convincendo che la memoria di Peppino non interessa più a nessuno. Neanche a quelli che dicono di volerla difendere, fra le istituzioni e la cosiddetta società civile. La verità è che siamo stati abbandonati da tutti».


Firma questa petizione per aderire all’appello di Rete 100 passi.

        Nubi di fiato rappreso
        s’addensano sugli occhi
        in uno stanco scorrere
        di ombre e di ricordi:
        una festa,
        un frusciare di gonne,
        uno sguardo,
        due occhi di rugiada,
        un sorriso,
        un nome di donna:
        Amore
        Non
        Ne
        Avremo.

Peppino Impastato

Appartiene al tuo sorriso
l’ansia dell’uomo che muore,
al suo sguardo confuso
chiede un po’ d’attenzione,
alle sue labbra di rosso corallo
un ingenuo abbandono,
vuol sentire sul petto
il suo respiro affannoso:
è un uomo che muore.

Peppino Impastato

Peppino Impastato

Giuseppe Impastato, detto Peppino (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978). Ammazzato di mafia a trent’anni.
Un altro, come Giorgio Ambrosoli, che “se  l’era andata  a cercare” (citando le parole del fu prescritto).

 

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