senza fiato

volano i giorni e mi sfiniscono le notti, sembrano sparire i mesi, le date, le parole lette e dette o lasciate appuntate al volo non si sa più dove… eppure nulla si perde. Almeno spero.
E quando il cielo si apre dopo ore di pioggia per lasciare spazio alla luce riflessa che incanta e commuove,

30.3.2013 Luna su Firenzeaffido alla Luna nel cielo sopra Firenze, svelata e ricoperta dal suo scialle di nuvole, ogni pensiero senza parole.
E il tempo per tentare di riprendere fiato si stringe come il cuore al suo pianto che mi sconforta quando arrivo così stanca alla sera, quanto la sua bellezza mi riempie di gioia e il suo stesso pianto mi strugge con tenerezza in altri momenti…

28.3.2013 in ovettoe intanto Viola cresce sempre più bella e mi cerca con le mani, con lo sguardo, con tutto il suo calore profumato di latte e mi chiama fuori da me, fuori dai pensieri di prima, dentro una dimensione sconosciuta e meravigliosa, nell’ora del pianto inconsolabile e negli attimi di pura felicità che ogni suo sorriso mi dona, nell’ora nuova che mi vede mamma ormai per sempre

con Viola nella fascia

tra i libri dimenticati sugli scaffali, la casa nel caos, la fascia annodata a caso, i capelli in disordine, gli occhiali appannati…
e il nuovo rito della partita a casa dei vicini, invece che allo stadio o con gli amici di un tempo, con altre presenze amiche …

30.3.2013 partita

Amandoti

Amarti mi consola
le notti bianche…

19.3 Luna

e poi arriva un momento di pace e posso uscire in terrazza a guardare il cielo e ci trovo LEI. Uno spicchio di Luna, una sorsata di libertà…
anche se a Viola continuo a cantare che è più bella di ogni stella e  “come te non c’è nessuna, sei più bella persino della Luna”
e lei sorride e mi guarda con amore…

20.3.2013 stuporeperché ora guarda e vede davvero, anche se nei siti e nei libri dicono che la vista non arriva prima dei tre mesi.
Lei vede e riconosce almeno me e il suo babbo

19.3.2013 babbo a casae dorme di più la notte, mentre di giorno non dorme quasi mai (ora sì, infatti posso stare un po’ qui a giocare con le canzoni e le foto al computer). Se non posso darle il conforto che sempre chiede, perché non è passato abbastanza tempo dall’ultima poppata, per calmarle il pianto la prendo tra le braccia e passeggio per casa e le racconto la storia del mio amore per il suo babbo e per il desiderio che lei era prima di arrivare a sconvolgermi la vita…

con Viola marzo 2013

oppure faccio partire una canzone e si balla

20.3.2013 ballando con Viola3

Amarti m’affatica, mi svuota dentro…
qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
Amarti m’affatica, mi dà malinconia
Che vuoi farci… è la vita…
è la vita, la mia.
Amami ancora, fallo dolcemente…
un anno un mese un’ora perdutamente…
Amarti mi consola le notti bianche
qualcosa che riempie vecchie storie fumanti
Amarti mi consola mi dà allegria
Che vuoi farci…è la vita
è la vita, la mia…
Amami ancora, fallo dolcemente
un anno un mese un’ora perdutamente…
Amami ancora, fallo dolcemente
solo per un’ora… perdutamente

(CCCP,  Amandoti)

20.3.2013 ballando con Viola4

l’autoscatto in mattinata è venuto meglio che la foto sfocata scattata dallo sposo, ma per i rari estimatori del suo inconfondibile stile mosso illusionista, ecco l’ultimo clic di Nuta Mandrake

19.3 sfocata

Il soprano e la bambina

il volo della fatina

foto di Annalisa dall’aereo

e ier sera, con un volo sopra le nuvole, la nostra amica cantante è arrivata a Firenze…

15.3.2013 Viola e la GAC

a portare taralli di Puglia alla mamma indebolita e un colorato completino alla mimmina

15.3.2013 doni della GAC

… che gioia riabbracciare un’amica incontrata all’inizio del vecchio blog scomparso ormai da tanto…

15.3.2013 Cate Viola e la GAC

una vicina di cuore, spesso distante nello spazio, ma ogni tanto portata nella città del Fiore dall’arte sua: a Firenze per studiare e cantare, ogni volta che è possibile ci viene a trovare 🙂

15.3.2013 Cate Sandro Viola e la GACA Viola piace la musica, come dubitare le piacesse un’artista?


Un soprano che è mamma, una mamma coraggiosa e generosa… che volere di più?

15.3.2013 Viola e la GAC2

beata solitudo

… sola beatitudo

nuvole verso il tramonto

potrebbe suonare come una bestemmia, ma non essere più sola, mai, dalla mattina alla sera, dalla sera alla mattina… sempre al servizio della principessa scalza (si leva le scarpine di continuo),

12.3 la principessa scalza

dover chiedere aiuto (qualcuno che mi guardi l’adorata neonata tanto desiderata) per fare due passi o una doccia, a volte mi pesa.  Anche se Viola è bellissima e quando dorme beata dopo una poppata starei le ore a contemplarla

13.3.13 beatae rischio di svegliarla perché non resisto… stamani sembrava dicesse “mi arrendo, mamma, per un po’ le terrò, le scarpine di lana”

13.3.13 mi arrendo

e raramente riesco a dormire quando lei dorme, perché voglio sempre sentire come respira, se ha freddo o caldo, se i suoi versini nel sonno sono segno di un brutto sogno. E se si sveglia e piange quando non è il caso di darle il conforto che cerca di continuo (allattamento a richiesta sì, ma se non poppa sul serio, perché non ha davvero fame, ma gioca e basta con le tette dolenti e mi si addormenta sul seno dopo una ciucciatina di consolazione e subito dopo, appena staccata, riattacca a piangere furibonda … ci si sfinisce entrambe), ballo con lei tra le braccia o me la tengo stretta nella fascia.

10.3.2013 con Viola nella fascia

Ottima la fascia, davvero:  libera le braccia,

con Viola nella fascia e le mani libere

avvolge e consola la creatura, permette di muoversi meglio in casa (per uscire con Viola nella fascia aspetto un clima meno piovoso e freddo), sostiene la piccina che inizia a pesare aiutando la sua mamma un tempo abbastanza sportiva, ma ultimamente indebolita…

10.3.2013conlafascia3

Arrivare a sera senza sapere nulla del mondo, non poter rispondere alla telefonata di un’amica, non poter più dormire quando arriva il sonno a me, ma non a lei, non poter mangiare quando mi viene fame (e non solo quando non ha fame lei), aspettare con ansia e salutare con sollievo il ritorno a casa dello sposo, non solo per la gioia di riabbracciarlo, ma perché mi può dare il cambio per un po’ (poppe escluse)…  soprattutto resistere al suo pianto quando accontentarla si rivela poco saggio, tutto questo e la folla di dubbi e paure che cambiano di nome, ma non si placano mai, mi porta a volte a invocare un’ora d’aria, per poi sentirmi in colpa se scappo via soltanto un quarto d’ora.

“Ricorderai tutto questo come l’esperienza più bella della tua vita” (sms di Ilike stasera)

“Lo so… lo è
però a volte, da nuvola, mi manca il vento… mi manca la libertà (in cui soffrivo la mancanza di un amore così)”

nuvole al tramontoOstaggio di un desiderio diventato amore vero e grande, dolcemente prigioniera di un angelo…

la mia bambina-medicina mi cura tanto e mi assorbe moltissimo…

inizio a fidarmi, però, di me e di lei abbastanza da fare le prime timide prove di momentaneo distacco.

Amore e libertà non si dovrebbero opporre, si abbracciano

(anche se all’inizio è difficile)

Primo mese, mia dolce vendetta

il primo Otto Marzo in cui mi sento di festeggiare … è una giornata di memoria e impegno, non una “festa”, ma oggi c’è da festeggiare una piccola donna che diventa sempre più bella e grande. La mia dolcissima vendetta.
Non c’è miglior vendetta del perdono, diceva qualcuno. Temo di non essere riuscita a perdonare chi mi fece così male da portarmi a odiare il mio corpo, l’essere donna e il desiderio maschile… però… però da quando sono mamma non ho più un briciolo di energie da sprecare in odio e memoria avvelenata.
Da quando mi sono accorta di essere in attesa, anzi, mi sono sentita alleggerita da un macigno che schiacciava il cuore anche negli anni della rinascita, anche nella felicità ritrovata nell’amore di Sandro… il corpo diventava più tondo e pesante, l’animo metteva le ali verso il futuro.
E poi quel dolore, un dolore nuovo, forse il più intenso provato fisicamente, ma il più felice e che rivivrei anche subito… le doglie mi sono care, non me ne volevo perdere mezza, altro che epidurale! Volevo esserci completamente, per far venire al mondo la mia bambina. E ora posso confermare quel che pensavo: sono dolori unici, speciali, si accettano per il fine cui son destinati. Non sono proprio nulla rispetto al dolore, non solo fisico, di una violenza. Magari non rivorrei i punti di sutura, ecco… ma il travaglio è un bel ricordo, forse perché il mio è stato breve e intenso, dalla danza alla fine della gravidanza nel giro di poche ore.

Prima di andare a letto ricordavo, a un mese preciso di distanza, l’ultima spinta… a mezzanotte e tre minuti di venerdì 8 febbraio è nata Viola.

8 febbraio 2013 con Viola neonata

Eri già bellissima, piccola mia, minuscola e vispa, con quei piedi lunghi, quelle manine incantevoli, la testa perfetta (forse merito del travaglio veloce), tutta occhi e capelli… ti ho amata dal primo istante, ma ogni giorno ti conosco meglio, anche se ancora non ti capisco (e forse non ti capirò mai… sei un mistero meraviglioso, una faticosa meraviglia che mi sfinisce e mi riempie di gioia).
Un mese di vita fuori dalla mia pancia e diventi sempre più forte, con le gote tonde e gli occhi spalancati, curiosi, svegli, attenti, dolci e … buffi.
Sei anche tanto buffa, piccola Viola scalciante… dal pianto disperato quando hai fame (e se non sono subito pronta sembra che ‘un tu mangi da un mese!)  alla beatitudine pura appena placato il bisogno.

7 marzo 2013 Viola in culla

Che il mondo sia anche appena appena più gentile con le donne … per te

p.s. e l’omaggio di Titti che ti augura lo stesso con altre parole “Tanti auguri Viola, donna nuova di zecca, che oggi compi  un mese. Spero che quando sarai grande il mondo sarà diventato un  posto migliore dove essere donna.  Tanti auguri piccola  donna.(…)” merita spazio anche qui

Viole da Titti

 

notti bianche, Viola speranza

26.12 Firenze da San Miniato

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”

Italo Calvino, Le città invisibili

3.3.2013 sul lettone con Violae capita di crollare sul lettone in pieno giorno, come domenica dopo la partita, per le notti in bianco… bianco latte, naturalmente.
Ma, dita incrociate, sembra che Viola inizi a capire la differenza tra il giorno e la notte. La notte è fatta di silenzio, buio, stelle lontane e spicchi di Luna che incantano la sua mamma tra una poppata e l’altra… si mangia meno, si piange poco, non si canta, non si balla per tutta la stanza. Il giorno è il regno dei colori, della luce e della pappa in libertà, con balli, canzoni e visite di amici. O appuntamenti fuori (oggi pomeriggio sul tardi ci tocca di nuovo la pediatra, dopo meno di tre settimane) e allora si esce con l’ovetto.
Tra il giorno e la notte c’è l’ora critica… è l’inizio della sera che porta Viola a piangere e smaniare di più…

4 sulla palla

e allora si gioca, anche con la palla colorata e sonante che ci ha mandato Mati.
La mattina, invece, più tranquilla…

5.3 con Viola in cucina foto by Ale4e chi, come Alessandra, ci viene a trovare dopo la prima colazione, trova un angelo tra le mie braccia. Sì, Viola è un angelo, ma …il carattere non le manca (né la voce: da grande a lanciare i cori in Curva Fiesole?). In certe ore del giorno (verso sera soprattutto, ma già nel primo pomeriggio a volte) sembra il diavolo della Tasmania! E non si direbbe, a vederla tenera e indifesa come quando si abbandona completamente a fine poppata

5.3 dopo colazione

in ogni sua ora, in ogni suo respiro, lei è la vita, la speranza, la bellezza che mi difende dall’inferno su questa terra.
E lo sfinimento che mi regala mi ripara da tante brutture, mi tira fuori dal mondo, in un altro mondo, profumato di bene anche nel pianto dirotto.
Sono sempre a Firenze, Italia, pianeta Terra, ma … altrove, in un’altra dimensione, nello spazio dilatato e nel tempo stravolto dell’amore totale.

GRAZIE

5.3  Viola e Sandro

p.s. questo post è stato offerto dallo sposo che si era preso il pomeriggio libero (anche se per vicende varie non può permettersi congedo di paternità o tante ferie… licenziato e riassunto in altra ditta dello stesso gruppo, ricomincia come neoassunto per diversi aspetti) e prima di accompagnarci dalla pediatra è stato lui con la piccina. Che inizia a farsi meno piccina…
Il  15 febbraio Viola pesava (sulla bilancia dell pediatra) Kg. 2,400 e era lunga cm 45,5. Oggi, dopo diciotto giorni, sulla stessa bilancia, Kg 3,180 e lunghezza (misurata dalla stessa dottoressa) cm 50. Mi sono presa i complimenti per come sta crescendo e per il mio latte 🙂

sabato di marzo

1 marzo Viola col ciuccio

A Viola non piace il ciuccio, ma qualche volta lo accetta, in aggiunta e non al posto della poppata … con qualche goccia di Mylicon per dare sollievo quando l’aria nel pancino le procura le noiose coliche che fanno piangere quanto la fame. Dopo un po’ si ribella e rifiuta il surrogato del seno

2 marzo Viola ciuccio

“Basta ciuccio! Voglio il tuo latte, mamma… voglio te!”

A Viola piace riconoscere la musica di quando ballavo con lei dentro la pancia…

A Viola piace andare in giro in macchina, nel suo ovetto viola …

2 marzo in automobileper me è stata un’emozione indicibile portarla a conoscere la mia nonna più che centenaria, ieri, sabato 2 marzo 2013.

2.3.2013 con Gabriella e Viola

Con Gabriella (102 anni) e Viola (che ieri aveva 22 giorni di vita fuori da me)

2.3.2013 con Gabriella e Viola ancora e FiesoleLa neonata con la bisnonna… fiori e radici