un incontro

Quando Viola sarà nata, dal rientro a casa al suo primo anno di vita almeno, per un’ora alla settimana, ogni martedì mattina, sarà anche nello sguardo attento di una bella persona conosciuta meglio oggi pomeriggio.

Mi aveva accennato qualcosa la maestra di danza del ventre, appena saputo che ero in attesa: una sua allieva, da noi già ammirata in una serata danzante, lavora come psicologa infantile e si sta specializzando per diventare psicoterapeuta. Per i suoi studi aveva bisogno di conoscere una futura mamma disposta ad accoglierla in casa per consentirle di vedere come cresce un neonato nel suo ambiente di vita reale, non sui libri di testo e nelle tabelle teoriche.
Ricordavo Laura come una splendida giovane donna e deliziosa odalisca,

anche per questo (e per la fiducia nei confronti di Luisa, la maestra di danza araba che ha curato più di tante medicine i nodi del mio ventre), nessuna esitazione a fissare un incontro quando si è rivolta a me. E poi è la prima volta che una psicologa mi chiede aiuto e dice di aver bisogno di me, in passato è successo l’inverso…
Laura sembrava preoccupata di dover sciogliere dubbi o dissipare timori e perplessità, ma l’unico dubbio per me era di ordine pratico: fissare già da ora un incontro settimanale per un anno almeno e sentirmi “in obbligo”… ma no, nessuna rigidità. In caso di impegni imprevisti, visite mediche, una vacanza, un viaggio, un lavoro fuori casa (e magari!) si potrà cambiare giorno, orario o anche saltare un incontro. Evito di prendere impegni se solo sospetto di non poterli rispettare, questo era l’unico timore.
Mi piace molto, invece, l’idea che chi dovrà prendersi cura di piccoli vivi e veri faccia esperienza diretta di una piccola persona che vive e cresce davvero.
E se un anno di osservazione è il minimo e per la nostra specializzanda sarebbe meraviglioso continuare anche per il secondo anno o ancora più a lungo, perché no? Salvo imprevisti, ovviamente.

Oggi, intanto, mi ha fatto piacere conoscere meglio una persona che mi era piaciuta d’istinto a suo tempo, conferma che la prima impressione raramente inganna. E non conta poi molto il contesto o il momentaneo ruolo… la sensibilità e la grazia di mente e cuore si erano già rivelate nello sguardo luminoso e sorridente con cui danzava e oggi le ho sentite di nuovo nelle parole scelte di chi ha studiato e ama quel che ha scelto come professione.
E poi mi ha fatto bene ripercorrere in sua presenza e con lo sposo i mesi dell’attesa dalla scoperta inattesa a questo momento, ora che si avvicina il parto, la fine di un viaggio che sarà solo una nuova partenza, l’inizio della nostra vita con una nuova presenza, ben presente già, ma per ora solo attraverso la mia pancia, suo mare e sua nave verso il mondo.
Sì, mi ha fatto piacere e mi ha fatto molto bene poter parlare liberamente di quel che ci aspetta e dare forma e voce a speranze e paure per quel che sta per arrivare… mentre chi sta per venire alla luce, e che aspettiamo, già c’è e si muove e si manifesta, ma senza una sua voce.

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In mattinata era arrivato un regalo per Viola da parte mia: avevo ordinato on line un cappellino di lana e cotone per neonata.

Una piccola follia, un lusso per le mie tasche, ma almeno una cosina di Petit Bateau gliela dovevo prendere. E se la taglia zero sarà portata poco… au diable il “buon senso”! Le prime ore, i primi giorni della mia piccina saranno preziosi e unici, come unico e prezioso è ogni momento che vivo già con lei in questa pancia animata che mi mancherà…