Sabato parigino

Dolce dormire nel piumino mentre fuori pioveva e tirava vento, bello svegliarsi con una doccia calda dopo una notte appassionata… e rimettersi le scarpe comode sotto i jeans ormai stropicciati, aggiungere un paio di golfini di lana mentre da Firenze arrivavano notizie di clima afoso, fare il pieno di golosità a colazione pronti a camminare sotto il cielo di Parigi carico di novembre in aprile.
Finalmente la linea 1 del Métro, con una fermata che pareva un night,

per la mèta museale preferita, l’Orsay

  visitato con calma e vissuto proprio. Prima per la mostra Degas et le nu

(disegni, dipinti, cere, schizzi, studi… una ricerca ai limiti dell’ossessione per il corpo. Per i corpi femminili, soprattutto di ballerine e prostitute)

Poi, dopo un sontuoso pranzo al ristorante del secondo piano (anche se nel piano c’era “un paninaccio al bar”),

scorpacciata di pittura fino allo sfinimento, non senza divertimento, con Sandro che faceva il tacchino davanti ai tacchini dipinti


e  qualche lacrima per un Renoir (divieto di foto, tutti scattavano anche col flash… sgridata sonoramente da un guardiano grande e grosso quando mi sono presa uno scatto discreto con il cell “MADAME! PAS DE PHOTO!“)

lacrime confuse con la pioggia all’uscita, in una deliziosa passeggiata lungo la Senna, tra foglie

fiori

e ombrelli colorati

… e nella sera, con un assaggio di Marais,

il couscous Chez Omar

e passeggiata tra le luci della Ville Lumière

…con soste curiose,

spesso senza fiato, come davanti all’Hotel de ville e, sullo sfondo, Notre-Dame …


per finire davanti alla Tour Eiffel vestita da sera

13 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. pseudogiornalista
    Mag 07, 2012 @ 15:39:37

    I’ tacchino co’ tacchini è il mi’ quadro preferito….

    Rispondi

  2. mati
    Mag 07, 2012 @ 15:44:52

    bellissima questa passeggiata parigina che mi hai regalato 🙂

    Rispondi

  3. training_scholar
    Mag 07, 2012 @ 16:05:06

    Che delizia.
    Ma le lacrime all’uscita (del post, non dell’Orsay) me le faccio io….
    Mi sa che non devo più leggerti fino a giugno.
    Ho deciso: al ritorno faccio una tappa parigina, una vera tappa, non solo un cambio di aereo:)

    Rispondi

  4. adamsmith76
    Mag 07, 2012 @ 18:44:31

    Dovessi passare due anni a Parigi di sicuro riuscirei a scattare molto meno foto!…..Comunque in quei giorni Firenze si è sentita un po’ tradita ed ha risposto con tante belle giornate!! 🙂
    Sandro è un vero artista! 🙂
    Bel sabato parigino. Per me solo “sabato italiano”… 🙂
    Bacio democratico :*

    Rispondi

  5. argiapidetacchino
    Mag 08, 2012 @ 10:04:39

    ANCOA!!!

    Rispondi

  6. Trackback: Ritorno ai colori | briciole di nuvola

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