Diaz

Siamo stati a vedere Diaz (don’t clean up this blood) il film di Daniele Vicari dedicato a quella che Amnesty International ha denunciato come “la più grande violazione dei diritti umani in Occidente dopo la Seconda Guerra Mondiale”, perché a Genova, nei giorni del G8 del 2001, ci fu una vera e propria sospensione dei diritti civili.

irruzione nella scuola

Le mani alzate di manifestanti disarmati, rifugiati nella scuola Diaz di Genova, non fermano un solo manganello. Manganellate, calci in faccia, calci in pancia, stupri mimati, denti spaccati… un sangue che non si lava via.
Un blindato sfonda il cancello della scuola come fosse di cartone.
Trecento caschi blu contro ragazze ventenni, pensionati, cittadini inermi, anarchici sognanti (gli unici che sanno salvarsi, scappando in tempo o trovando rifugio in un bar o in case private – lontano da caserme, scuole, ospedali, cioè lontano da dove un comune cittadino dovrebbe poter cercare aiuto sempre – gli anarchici organizzati).
Trecento uomini al servizio dello Stato si sfogano come bestie. Impuniti. Abusi di ogni tipo, pestaggi gratuiti, sadismo puro, roba da dittatura sudamericana. In Italia, nel 2001.

Sono passati più di dieci anni dalla “macelleria messicana” (come alla fine, soltanto nel 2007, uno dei protagonisti del blitz, il vicequestore aggiunto Michelangelo Fournier, si decise ad ammettere in aula), ma certe ferite non si rimarginano.
Nessuno degli agenti di pubblica sicurezza (!) coinvolto è stato sospeso dal servizio.
I caschi sono ancora senza numero o segno identificativo.
Il reato di tortura non è ancora contemplato dal codice penale.

Tra i sopravvissuti, Alma Koch ha visto il film con gratitudine e uno strano sollievo, come se finalmente un documento potesse raccontare per immagini quel che ha vissuto e che nessuno sembrava credere possibile.

Il film è duro, non inventa, non consola. Non è stato possibile girarlo in Italia, molte scene sono state ricostruite a Bucarest, altre in Francia.
In Italia ora si può vedere al cinema. Mi chiederei perché se non sapessi che quasi certamente lo vedranno solo quanti (come noi) già sapevano e comunque non dimenticano. Negare sarebbe impossibile, visto che c’erano anche ragazzi spagnoli, tedeschi, finlandesi… e allora ce lo fanno vedere, lo passeranno nelle sale per un paio di settimane e poi calerà, come sempre, l’oblio.

Anche se avevo già visto molto e poi letto nei dettagli quel che viene fuori nel film, non sono riuscita a trattenere le lacrime.
Non si dimentica

17 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. argiapidetacchino
    Apr 15, 2012 @ 23:47:46

    Violenza, violenza gratuita, violenza bestiale. Fatta da chi dovrebbe garantire l’ordine e quindi da chi dovrebbe essere al servizio di chi quella violenza la subisce, in un perverso sconfinamento fra guardie e ladri, fra giusti e assassini. Abuso di potere e tradimento della peggior specie. Impunità e arroganza, in un paese che non ha ancora, a tutt’oggi, una legislazione che non sia da terzo mondo. E, purtroppo, forse non è stata la più grave sospensione dei diritti democratici. Temo ce ne siano state molte altre che nessuno ci ha mai raccontato, fuori dagli inevitabili riflettori che ci furono a Genova quell’anno

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  2. arancioeblu
    Apr 16, 2012 @ 01:10:05

    Ho provato ad andare oggi, allo spettacolo delle 17.30. Sono arrivata 20 minuti prima e c’erano solo posti in prima fila, ci riproverò.
    Non si dimentica niente, nemmeno con le assoluzioni, il sangue lavato, le mancate condanne, le promozioni dei responsabili a più alti incarichi.
    Ho appena visto su raitre il docufilm, prodotto da Fandango, sulla Diaz. Impossibile, ora, andare a dormire.
    Un altro mondo è possibile.

    Rispondi

  3. bricioladinuvola
    Apr 16, 2012 @ 09:16:24

    Christian Mirra ha vissuto il pestaggio della Diaz in prima persona. Era lì, quella notte di luglio con l’Italia ancora scossa dalle violenze e dall’uccisione di Carlo Giuliani. Quella notte Christian l’ha raccontata in un libro/fumetto: Quella notte alla Diaz (edito da Guanda).

    Che ricordi ha di quella notte?

    Avevo 24 anni quando sono andato alla manifestazione. Volevo fare un viaggio in autostop con due amici di cui uno doveva poi venire a Barcellona. Non avendo il cellulare eravamo rimasti d’accordo che, arrivati a Genova, ci saremmo dati appuntamento via Internet. Cos’è successo? Che andai alla Diaz perché era l’unico posto disponibile, visto che Genova era tutta chiusa. L’ambiente ci piaceva molto: si poteva dormire, sembrava più tranquillo che starsene fuori. Dissi a questo amico, come testimoniano agli atti del processo, “vieni, abbiamo trovato un posto fichissimo per dormire, un ambiente tranquillo”. Questo lo scrissi un’ora e mezzo prima dell’arrivo della Polizia.

    Ci eravamo appena messi nei sacchi a pelo. Sentiamo un casino, c’era tanta agitazione, rumori che venivano da fuori, gente che gridava “polizia”, una tensione rimasta nell’aria dal pomeriggio. Il mio amico è riuscito a trovare una via di fuga sulle scale, sulla finestra. Così è riuscito a scappare. Io ero stato un po’ più lento e dietro si era formata una colonna di persona che cercavano di passare da questa finestra. Rischiavano tutti la vita perché c’erano impalcature alte due piani.

    Sono rimasto incastrato con lo zaino proprio su questa finestra e avevo la polizia alle calcagna. Mi presero, scesi. Non ci fu nessuna richiesta di documenti, nessuna resistenza da parte mia e giù mazzate, mazzate ripetute e continuate durate un bel po’ di tempo anche in più riprese. Mi hanno rotto gli occhiali in faccia e hanno continuato a pestarmi fino a quando, a un certo punto, sono arrivati i soccorsi ed i primi infermieri. Mi ricordo solo questi pantaloni arancioni perché ero a terra e non riuscivo neanche a muovermi.

    Mi portarono giù nella palestra. Ho questo ricordo che mi è rimasto impresso. C’era una ragazza che cercava di aiutarmi, però il primo infermiere passò e disse: “dobbiamo soccorrere prima gli epilettici”. Abbiamo dovuto aspettare parecchio. Durante il pestaggio mi tagliarono anche una ciocca di capelli. Un’altra cosa mi è rimasta bene impressa: all’uscita in barella uno mi strinse le palle dicendomi: “Ti piace?”. Questo era il livello di gentilezza delle forze dell’ordine.

    Devo dire che, nonostante la grande sfortuna di essermi ritrovato in quella situazione, sono stato fortunatissimo perché ho preso tante di quelle mazzate che sono andato direttamente in ospedale e non mi hanno portato a Bolzaneto dove secondo me è successo il peggio. Il corpo, dopo le mazzate, recupera. Anche lo shock è più semplice da superare. Ma l’umiliazione totale della persona è un’altra cosa. Questo è successo a Bolzaneto, ripetutamente e per diverso tempo. Ho sentito di persone costrette ad abbaiare e cantare canzoni razziste.

    E del film, che hai già avuto modo di vedere, che ne pensi?

    È talmente reale che mi sono proprio ritrovato là. Il regista mi ha invitato a vedere il film e a parlare. Non riuscivo quasi a spiccicare parola. Alcune scene, come l’entrata della polizia, sono proprio come le ho vissute io in prima persona. Mi è sembrato di aver assistito a un flashback. Sono entusiasta di questo film. Io ho realizzato un fumetto, ma se avessi potuto avrei fatto un film. E’ un mezzo più potente. Credo che sui fatti di Genova ci sia ancora troppa tifoseria e spesso e volentieri si perdono i fatti e la gravità delle cose.

    Quello che è successo è gravissimo e forse per rendersene conto uno deve viverlo, deve sperimentarlo. Neanche io, che l’ho vissuto, ne ho colto la visione globale. Non ho capito niente di quello che è successo a Genova durante G8, se ci sono state o meno cospirazioni. Ci sono però cose evidenti, gravissime che vanno viste. Il film le fa vedere. Si è parlato di mele marce nelle forze dell’ordine come risposta alla violenza che ha devastato Genova. Tutte queste cose vanno viste. Non si è trattato solo di mele marce perché i vertici della Polizia, che hanno comandato l’operazione, ne sono responsabili. Queste persone sono ancora lì e sono stati tutti promossi. ,

    Sono grato dell’esistenza di questo film, perché può permettere a tante persone di capire cose che altrimenti leggendo opinioni non si potrebbero comprendere. Questo film è basato sui fatti. C’è chi sostiene che abbia seguito troppo la versione della Polizia. Secondo me, non sta al film spiegare il perché sono successe certe cose, sta al film farle vedere e denunciare la loro gravità con la maggiore potenza possibile, in modo da farlo capire.
    (vedi http://www.cadoinpiedi.it/2012/04/13/diaz.html)

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  4. roselouise1
    Apr 16, 2012 @ 17:49:19

    Se ci riesco vado questo fine settimana. Ormai ad aprile a casa mia c’è il funerale fisso. Sono trent’anni che la storia si ripete.

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  5. justtoplay
    Apr 16, 2012 @ 19:03:49

    Non so se vedrò al cinema questo film, spero comunque di riuscire a vederlo. Se l’oblio calerà speriamo sia solo perché episodi simili non saranno più accaduti!

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  6. bricioladinuvola
    Apr 16, 2012 @ 20:09:48

    oggi ho letto critiche al film. Qualcuno sostiene che è un film “commerciale”, diplomatico, prudente. In effetti manca molta roba, ma se avesse fatto vedere tutto non l’avrebbero lasciato uscire, avrebbe incontrato lo stesso destino del libro ““L’eclisse della democrazia. Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova”. Chi l’ha letto? Chi ne ha sentito parlare?

    Secondo me è importante che molti lo vedano e sappiano.
    Insufficiente? Sì. Ma necessario.
    @ Just: episodi simili – come gravità e numero di vittime – speriamo non si ripetano. Episodi così, abusi impuniti e ostacoli all’accertamento della verità, purtroppo si ripetono per mille ragioni, non ultime il vuoto legislativo (NON C’E’ REATO DI TORTURA nel nostro codice penale) e l’assenza di identificativi per le “forze dell’ordine”. Oltre al fatto che nel nostro Bel Paese non c’è mai giustizia e i responsabili non si trovano mai, dalle stragi ai pestaggi in carcere

    Rispondi

  7. adamsmith76
    Apr 16, 2012 @ 22:13:17

    Premesso che non ho alcuna simpatia per il modo di “manifestare” di No Global, No Tav e via dicendo, sia (ovviamente) per quella frange minoritaria violenta, sia per quella maggioranza non violenta ma che NON prende mai le distanze dai violenti contribuendo a rendere quasi impossibile una corretta e più semplice gestione dell’ordine pubblico ( se io fossi organizzatore di una manifestazione e venissi a sapere che si infiltreranno violenti la prima cosa che farei sarebbe quella di fermare la manifestazione),
    Premesso che la città di Genova era stata devastata, messa a ferro e fuoco da un gruppo “internazionale” di criminali ( sarebbe utile ricordare se qualcuno di questi abbia pagato o scontato una pur minima pena) che già aveva agito a Seattle, Stoccolma e che ha continuato fino al G20 di Londra dove anche lì c’è scappato il morto,
    Premesso che ad essere privati dei propri diritti sono anche coloro che ad ogni passaggio di queste “manifestazioni” vedono distrutto il frutto del proprio lavoro, vedono distrutte le loro attività senza che nessuno se ne prenda pena,
    Premesso che sicuramente dimentico qualche altra “premessa” ( scusa le premesse ma visto che non bisogna dimenticare mi pare opportuno ricordare più cose possibili)
    Non posso che essere d’accordo con quasi tutto quello che scrivi. Francamente trovo questa “operazione” delle forze dell’ordine sconcertante quanto insensata. Una vera VERGOGNA che nulla ha a che fare con lo stato di diritto. Si fosse anche trattato di Black Bloc, nazisti, stupratori, assassini direi la stessa cosa. Quando mi sono collegato ho letto di sfuggita ( ne ho letto solo il titolo) che il governo israeliano si è scusato ed ha espulso dall’esercito un soldato che aveva colpito al volto un manifestante. Mi piacerebbe che questo succedesse anche in Italia.
    Quello che non condivido del tuo post sono invece le conclusioni. Io non lo vedrò ( ma come sai non vado mai al cinema ed in questo momento potrei andarci solo grazie ad una colletta…), qualche altro non lo vedrà ma TUTTI sappiamo quello che è successo. Questo film ha avuto perfino una menzione ( un premio speciale, non so) al festival del cinema di Berlino mi pare; è stato presentato in anteprima in molte scuole; appena accendo la tv vedo le immagini del trailer, sabato per mezzora se n’è parlato da Fazio; tutte le trasmissioni di La7 ed il tg3; su Repubblica.it è messo più in evidenza della crisi economica e della gente che s’ammazza….che altro dovrebbero fare? Non calerà alcun oblio; certo non è che se ne potrà parlare ogni giorno o giornalmente per anni e anni si dovrà proiettare questo film…
    Non pensare che il resto delle persone sia stupido o che come san Tommaso ( l’altro Tommaso…) debbano per forza vedere per credere. Magari si tratta di gente che non parla della Diaz perché c’è già un processo che sta arrivando al terzo grado di giudizio mentre ha a cuore anche i tanti popoli che vengono massacrati dal diritto prima ancora che dalla fame ma che hanno la solidarietà di pochissimi “solo perché quelle sono dittature” e quindi è più che normale che vengano trattati senza rispetto della dignità umana.
    Per concludere è vero che la giustizia non gode di buona salute; però, giusto sempre per ricordare, a volte i responsabili riesce a trovarli e anche a condannarli ma….magari riescono a farla franc(i)a… e a brindare champagne con la gauche francese. Qui l’oblio è calato per davvero. Ma come vedi, anche senza vedere film c’è ancora chi ci pensa.

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    • bricioladinuvola
      Apr 16, 2012 @ 23:58:05

      non ho risposto a nessuno, ma qui… scusa, che c’entrano i terroristi rifugiati in Francia con le torture da parte di agenti di pubblica sicurezza a ragazzi disarmati, arrestati e presi di peso da un ospedale? Davvero pensi che che tutti sappiano e non esprimano (non abbiano espresso a suo tempo, ormai sono passati più di dieci anni) sdegno, dolore, rabbia per questa violenza perché presi da pensieri più nobili come la difesa dei popoli dimenticati dalla sinistra amica delle dittature? Eppure hai letto anche tu i commenti di certe personcine al massacro di Cucchi “era un drogato”( quindi “se l’era meritato”) o a qualsiasi altro “caso isolato” che avessi riportato nel vecchio blog. Mentre i poliziotti, poverini, sono persone perbene che lavorano duramente per pochi soldi (è vero, sono pagati poco), servono lo Stato e se non fai nulla di male non ti succede niente (= se ti succede qualcosa te la sei cercata)
      Terzo grado di giudizio, sì… e poi prescrizione.

      Non uno ha pagato. (Se permetti, la vita di queste persone torturate – in una democrazia – dalle forze dell’ordine –!– per me vale un po’ più di un’auto bruciata o di un bancomat in tilt. Non puoi mettermi sullo stesso piano i danneggiamenti alle cose e le percosse, le umiliazioni, le ferite, le vite spezzate).

      Non rispondo alle tue premesse, inutili visto che riconosci anche tu che si fosse pure trattato di assassini niente giustificherebbe il comportamento degli agenti, aggiungo una premessa anch’io (si può dire? Meglio una postmessa, un p.s.): bisognerebbe dare un premio al genio che ha deciso di organizzare il G8 a Genova! (di qui in poi sai a chi mi rivolgo, non a te, che certo non eri al governo durante il G8 né prima, al momento della decisione della sede). Ma sei mai stato a Genova? Ti sembra il posto per organizzare un G8? E istituire una Zona Rossa invalicabile? C’è da chiedersi come non ci sia scappata la strage…
      [non ci sono più i Servizi di una volta, quante stragi senza colpevoli… ]

      Rispondi

      • adamsmith76
        Apr 17, 2012 @ 19:10:42

        1) Innanzitutto non ho assolutamente paragonato i terroristi con quello che è successo a Genova

        2)Mi riferivo all’ultima parte del post che adesso non trovo più…o forse era in qualche commento. Ma avrei giurato fosse scritto nel post. Vabbé

        3)Ci sono persone, indipendentemente dal fatto che vedano o meno il film o che conoscano o meno i fatti che pensano che i poliziotti sono ” poverini, sono persone perbene che lavorano duramente per pochi soldi” mentre dall’altra parte ci sono quelli che, sempre indipendentemente, pensano sia tutti delinquenti.

        4)L’espressione “se non fai nulla di male non ti succede niente (= se ti succede qualcosa te la sei cercata)” è tipica di quel fantastico Popolo Viola di cui notoriamente io sono un fan…. anzi ho la tessera numero 1! Ricordo come slogan: “intercettateci tutti” e appunto ” se non fai nulla di male perché hai paura?” A me e a pochi altri che credono nel diritto mettevano i brividi. Sono espressioni da Santa Inquisizione. Fortuna vuole che ho scritto diversi post su questi movimenti….puoi andare a leggerli se ti va. Premetto che non sono andato giù tanto leggero. Tra l’altro sai bene che per avere pagato regolarmente il bollo quanti guai sto passando….quindi figurarsi!

        5) Non ho mai paragonato la vita di persone torturate con le auto rotte; ho solo detto che chi ha un auto rotta, un esercizio bruciato è stato privato di un diritto. E’ falso? Entrare in un locale pubblico è un diritto ma non può essere paragonato al diritto alla vita!!! Sarò pure scemo ma fino a sto punto…..

        6) Quanti stupratori si fanno più di 1 anno di carcere? Perfino i reati di mafia vanno in prescrizione. Questa vergogna vale per tutti. Io sono d’accordo con te però non puoi dire che vale solo per i poliziotti. Senza manco andare a scomodare i politici in galera ci stanno solo tossicodipendenti e immigrati.

        7)Per quel che mi riguarda sto sempre dalla parte del diritto e delle persone che ne vengono private. Mi vedrai sempre dalla parte degli immigrati dei barconi come di Berlusconi, di Di Pietro come di Vendola; di Alfonso Papa come di Lavitola ogni qualvolta vengano privati dei loro diritti o di fronte all’attacco dei forcaioli di turno.

        8) Di tutti i punti, il punto 7) è quello cui tengo di più.

  8. arancioeblu
    Apr 17, 2012 @ 11:13:58

    “TUTTI sappiamo quello che è successo.”

    Ah sì?
    Provate a chiedere a un ventenne cosa è successo a Brescia il 28/5/74. Se va bene, vi risponderà che hanno messo una bomba (chi? come? perché?… a proposito, tutti assolti, nessun colpevole).
    Nei test di ammissione in certe facoltà come scienze politiche, c’è gente che ha scritto che la bomba alla stazione di Bologna l’hanno messa le BR.
    Per non parlare di Ustica, Italicus, piazza Fontana.
    Ho amici che sono stati a Genova, e hanno scoperto solo a casa cosa fosse successo.
    Ho anche amici, gente che va in manifestazione da una vita e che non è mai tornata a casa con un capello fuori posto, che son stati caricati, stretti in un budello, sotto una pioggia di lacrimogeni; gente che in manifestazione non ci andrà più.
    Non sono così sicura che TUTTI sappiamo cos’è successo e penso che qualsiasi strumento faccia parlare di queste cose sia utile, se non necessario.

    Rispondi

  9. bricioladinuvola
    Apr 17, 2012 @ 20:12:25

    oh Adam, come faccio a rispondere al volo a un’arringa articolata in 7 punti? Forse dovresti aprire un tuo blog e scrivere tu. E in questa piattaforma dopo commento, risposta, replica il discorso finisce lì. Devo scrivere qui sotto.
    Comunque ci provo, ma mi limito ai primi tre punti, tanto per vedere se stiamo parlando delle stesse cose:

    1) Innanzitutto non ho assolutamente paragonato i terroristi con quello che è successo a Genova
    2)Mi riferivo all’ultima parte del post che adesso non trovo più…o forse era in qualche commento. Ma avrei giurato fosse scritto nel post. Vabbé

    Il post è come mi era uscito a caldo, non ho tolto né aggiunto nulla (forse lo modifico adesso, solo perché ho scoperto il tasto che consente di “giustificare” il testo e così è brutto, tutto allineato da una parte, ma non cambio una parola una), quindi se ritrovi il punto a cui ti riferivi, forse è meglio, perché davvero non ho capito che c’entrasse il brindisi con la gauche (tue parole: “è vero che la giustizia non gode di buona salute; però, giusto sempre per ricordare, a volte i responsabili riesce a trovarli e anche a condannarli ma….magari riescono a farla franc(i)a… e a brindare champagne con la gauche francese”). I terroristi sono criminali, i poliziotti dovrebbero difenderci dai criminali. Una violenza commessa da chi dovrebbe difendere dalle violenze è grave in maniera non paragonabile, a casa mia si chiama TRADIMENTO. Se non fai paragoni (e voglio sperarlo), continuo a chiedermi come ti sia venuta quella battuta, visto che non mi pare di aver sminuito le sofferenze delle vittime del terrorismo. Mai.

    3)Ci sono persone, indipendentemente dal fatto che vedano o meno il film o che conoscano o meno i fatti che pensano che i poliziotti sono ” poverini, sono persone perbene che lavorano duramente per pochi soldi” mentre dall’altra parte ci sono quelli che, sempre indipendentemente, pensano sia tutti delinquenti.

    proprio perché non vogliamo pensare che siano tutti criminali assetati di sangue non sarebbe male avessero un segno di riconoscimento (a noi comuni cittadini chiedono i documenti, loro non potrebbero avere almeno un numerino sul casco prima di caricare?), come non sarebbe male se non si coprissero a vicenda (in stile mafioso).

    Rispondi

    • adamsmith76
      Apr 17, 2012 @ 21:31:02

      Il post che ho pensato di commentare io era leggermente più lungo…. 🙂 c’erano un paio di righe in più alla fine dove veniva rimarcato il fatto che la giustizia non riusciva mai a condannare i colpevoli: adesso l’ho trovato alla fine di in un tuo commento. Me ne scuso ma non essendo un esperto di wordpress, scorrendo su e giù ho fatto confusione.

      Riferito al tuo commento quello che ho scritto va “quasi” bene ( a parte il “ricordare”; sottoscrivo solo la seconda parte della frase che ho scritto ). Il senso è quello della risposta che ho dato ad arancioeblu. Prima dell’ultimo capoverso nel tuo post è presente il termine “oblio” ( spero che almeno questo l’ho visto giusto). Dopo che ho scritto “la gauche francese” c’è ancora un’altra frase….che guarda caso ha a che fare con l’oblio. Forse per comprendere quello che volevo dire era meglio considerare tutto il periodo.

      Mi scuso con arancioeblu per il sarcasmo ma volevo dire che si possono conoscere i fatti senza vedere i film e senza che nessuno ne parli ogni giorno. Per chi ha voglia di conoscere non mancano le opportunità specialmente con uno strumento come internet; non mi riferivo assolutamente alle emozioni. Tu stessa dici che vedere il film è necessario ma non sufficiente; per quanto le cose avvenute siano vere c’è sempre bisogno di conoscere il contesto in cui avvengono. Non per giustificare nulla ma per una migliore comprensione. Io stesso ho compreso meglio la rivoluzione francese leggendo alcuni libri che contestualizzavano la società in quel periodo storico. Per non parlare del fascismo e del dopoguerra. Purtroppo a scuola non tutto si può approfondire perché non c’è il tempo materiale; è giusto che la scuola dia una guida e poi ognuno di noi qualora è interessato può sempre approfondire. Tu stessa sai dove sono “andato a finire” con le letture…..non lo avrei mai immaginato nemmeno io!

      Quindi rimango dell’idea che un qualunque film riferito a qualsiasi fatto realmente accaduto ( sto generalizzando) non sia lo strumento ideale per meglio comprendere quanto successo. Poi che un film trasmetta emozioni è un altro discorso e ben vengano anche i film

      Rispondi

  10. bricioladinuvola
    Apr 17, 2012 @ 20:17:30

    p.s. il finale “Non si dimentica” è riferito al film. Mi sembrava chiaro. Poi ciascuno sa che cosa ricorda, in generale e nei particolari. Non scrivo di tutto quel che mi colpisce, anzi, mi astengo da molto, soprattutto da quando non tengo più un blog come quello che ricordi, qui parlavo di un film. E un film trasmette emozioni. Studiare le guerre puniche è un’altra storia

    Rispondi

  11. Alberto
    Apr 17, 2013 @ 00:28:12

    È passato tanto tempo, ma troppo poco per dimenticare. Però ricordo molto bene il mio imbarazzo a sentirmi italiano in quei giorni.

    Rispondi

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